Il Marmo è una roccia calcarea naturale, formata da carbonato di calcio, silice, ferro e altri minerali, i quali combinandosi nelle diverse condizioni geologiche, ne hanno determinato la struttura cristallina, la grana uniforme e la grande varietà di colori, sfumature e durezza.
Le caratteristiche del marmo:
Essendo di origine calcarea, il marmo offre una grande varietà di sfumature e tonalità, nello stesso tempo risulta facilmente lavorabile e si presta a finiture particolari.
La sua natura, lo rende vulnerabile da sostanze di origine acida che ne vanno ad intaccare la struttura calcarea , opacizzandone sensibilmente la superficie.
La naturale presenza di micropori, nella struttura del marmo, ne caratterizzano una predisposizione ad assorbire eventuali sostanze liquide; le quali si possono evidenziare in aloni più o meno scuri, a secondo del tipo di liquido assorbito.
Questo problema viene risolto col trattamento antimacchia.
Le finiture usate:
Il marmo si presta a diversi tipi di lavorazione, di seguito descriviamo quattro tipi di finiture normalmente utilizzate per l’arredamento interno:
Finitura lucida: si ottiene levigando la superficie del marmo con abrasivi di grana crescente fino ad ottenere un effetto a specchio, e non si usa la cera, quindi il risultato sarà opacizzato. Si percepisce ugualmente un effetto tattile liscio.
Finitura spazzolata: si ottiene levigando il marmo con delle spazzole abrasive che ne daranno il tipico aspetto opaco e lievemente irregolare percepibile al tatto, si esaltano quindi le caratteristiche di irregolarità che ogni materiale possiede rispetto ad un altro.
Finitura anticata: lavorazione che si ottiene con un procedimento più lungo, il materiale viene sabbiato poi in tre applicazioni distinte gli viene applicata una resina naturale che il materiale assorbe, così facendo la resina gli chiude ogni piccola porosità dandone un aspetto rustico e nello steso tempo una quasi totale protezione.
Trattamento antimacchia: è un tipo di lavorazione alla quale viene sottoposto sempre il marmo (lucido, satinato, spazzolato, antidato ecc…) per limitarne l’assorbimento dei liquidi e renderlo immune agli aloni.
Utilizzo delle finiture:
Le finiture più usate per i piani di cucina, data la praticità, sono la satinatura e la spazzolatura. Tenendo conto delle caratteristiche principale del marmo, si cerca di usare lavorazioni che attenuino il più possibile l’effetto opacizzante che può causare una goccia di limone su un piano con finitura lucida a specchio, la quale sarà molto più evidente che su un piano con finitura satinata e spazzolata. Per quanto riguarda la finitura lucida, è utilizzata normalmente per i piani bagno, visto che in quell’ambiente si usano pochi prodotti con base acida.
La finitura anticata è più protetta rispetto alla altre finiture, in quanto gli viene applicata una resina naturale che gli fornisce un effetto bagnato e una totale impermeabilità ai liquidi. Non è però particolarmente pratica in cucina, in quanto la finitura risulta abbastanza ruvida e necessita una pulizia più profonda